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[Il giusto articolo con il giusto materiale: ecco una bella storia di partnership!]

Già da piccoli, raccontandoci la favola dei tre porcellini, i nostri genitori iniziavano a farci capire che una casa di mattoni è sicuramente più rStampi per Pentole made in Italyesistente di una in paglia!

Ed anche a dubitare delle cose fatte a metà… Ci hanno inculcato anche l’idea della casa di legno che ha sì retto un po’ più (a dire il vero neanche tanto di più), ma che poi ha ceduto inesorabilmente anche lei sotto i colpi del lupo cattivo!!!

[fig.1] Stampo per padella con fresatura incisioni

Tutto questo cosa c’entra con gli stampi per le pentole, ti stai chiedendo???

C’entra, c’entra!

Gli stampi, infatti, devono essere come la casa di mattoni dei porcellini e devono quindi durare nel tempo sotto i colpi incessanti della pressa!

Sono infatti realizzati in acciaio e questo, però costituisce un bel problemino per un inesperto….

Tutti sappiamo bene, infatti, che sotto la parola “acciaio” si nasconde un “mondo” tutto da esplorare…

Ecco, ad esempio, come viene descritto su Wikipedia:

Acciaio è il nome dato a una lega composta principalmente da ferro carbonio, quest’ultimo in percentuale non superiore al 2,06%: oltre tale limite, le proprietà del materiale cambiano e la lega assume la denominazione di ghisa.

Il carbonio si presenta esclusivamente sotto forma di cementite carburo di ferro. Le particelle di cementite presenti nella microstruttura dell’acciaio, in determinate condizioni, bloccano gli scorrimenti delle dislocazioni, conferendo all’acciaio caratteristiche meccaniche migliori di quelle del ferro puro.

Gli acciai sono leghe sempre plastiche a caldo, cioè fucinabili, a differenza delle ghise. In base al tasso di carbonio gli acciai si dividono in:

  • extra dolci: carbonio compreso tra lo 0,05% e lo 0,15%;
  • dolci: carbonio compreso tra lo 0,15% e lo 0,25%
  • semidolci: carbonio compreso tra lo 0,25% e lo 0,40%;
  • semiduri: carbonio tra lo 0,40% e lo 0,60%;
  • duri: carbonio tra lo 0,60% e lo 0,70%;
  • durissimi: carbonio tra lo 0,70% e lo 0,80%;
  • extraduri: carbonio tra lo 0,80% e lo 0,85%.”

Hai notato che “variabilità”?

E questa è una definizione abbastanza spedita… Pensa se entrassi nei meandri di tutte le altre leghe che confusione andrei a generare…

Questo problema noi dobbiamo affrontarlo quotidianamente perché, quando si parla di stampi per pentole o per padelle, la scelta del giusto materiale è uno dei compiti fondamentali!

E lo è soprattutto se l’obiettivo è quello di estendere all’inimmaginabile la quantità di pezzi da stampare!

Me lo avete insegnato voi il trucchetto della quantità e, quindi, lo conosci perfettamente anche tu: più pezzi spari fuori dalla pressa con lo stampo senza fargli neanche la manutenzione, più contieni i costi di produzione!

Ma a pensarci bene me lo hanno inculcato nel cervello anche i vari docenti dei corsi di ingegneria meccanica!

Ognuno di loro mi ha ripetuto fino allo sfinimento che la miglior costruzione deve lavorare senza intoppi per tutta la durata per la quale è stata progettata. Poi dovrebbe collassare completamente, e se questo dovesse realmente accadere, significa che il progettista ha svolto egregiamente il proprio lavoro, calcolando tutto al limite e, di conseguenza, comprimendo i costi al minimo!

L’esempio classico che veniva riportato era quello di una macchina di Formula 1 che dove essere veloce, performante e deve anche durare il numero di giri di una gara!

Allora tutti i pesi dei vari componenti, dal gasolio alle fibre di carbonio devono essere ben dimensionate per resistere a quello sforzo per quella durata!

Noi, spinti da queste logiche imprenditoriali,  ci siamo sbattuti in lungo ed in largo e, per i nostri stampi, facciamo in modo che la scelta del materiale rientri sempre nel “giusto compromesso” tra tenacità, durezza, resistenza all’usura ecc…

Ma partiamo anche da una “base” che ci dia la possibilità di effettuare i trattamenti termici successivi mantenendo la lavorabilità del materiale prima e dopo gli stessi trattamenti.

È ovvio che non ci spingiamo mai al limite ultimo; anche se, con i giusti fattori di sicurezza, progettare uno stampo per 1000 pezzi o per 1.000.000 cambia molto dal punto di vista economico, specie per il produttore di pentole…

Nel nostro settore le cose girano diversamente dalla Formula 1 dove il costo non è mai un problema.

Per noi è importante mettere il giusto materiale (rapporto qualità/prezzo) in ogni parte dello stampo; ovvero ci possiamo “accontentare” di un C40 nelle parti meno nobili, ma non possiamo esimerci dall’incrementare la qualità nelle parti soggette a impatti e/o usura.

Un’officina meccanica che di stampi per pentole non ne ha mai fatto uno, fa già molta difficoltà a capire, prima di realizzarlo, quali saranno le porzioni maggiormente sollecitate e sottoposte ad usura…

Figuriamoci se riesce a scegliere anche il giusto tipo di acciaio e il corretto trattamento termico…

Mi chiedo sempre più spesso da quanto coraggio siano mossi sia questi meccanici, sia i produttori di pentole e padelle ad assegnargli commesse…

Ma torniamo a noi… Per quale motivo ti ho introdotto tutti questi concetti?

Solo per farti capire che quando si parla di progettazione di uno stampo, noi non ci possiamo limitare solo alle caratteristiche geometriche del pezzo da produrre.

Sembra banale ma preferisco sottolinearlo: la facilità di poter dire “voglio uno stampo per produrre questo pezzo (con in mano il campione)”, si contrappone in maniera forte con la difficoltà e la capacità di realizzarlo secondo le ulteriori aspettative non dichiarate del committente in termini di quantità totale di pezzi, quantità oraria ecc ecc.

Ad un meccanico generico, che non ha mai realizzato uno stampo per pentole, queste problematiche non gli passano neanche nell’anticamera del cervello…

Per noi, invece, già dalle fasi preliminari di progettazione diventa determinante  approfondire e sapere dal cliente tutte le informazioni “nascoste”:

  • numero di pezzi/anno;
  • vita dello stampo;
  • materiale da usare;
  • eventuali trattamenti successivi sul pezzo,
  • produttività oraria dello stampo;
  • pressa utilizzata per la produzione;
  • tolleranze del pezzo;
  • accoppiamento con altri particolari;
  • ecc…

Realizzare stampi è un bellissimo mestiere: la nostra “creatura” genera a sua volta milioni di altre “creature” più piccole che vediamo distribuite nei negozi di tutto il mondo!

Questo per noi è un grande motivo di orgoglio.

Ma devo confidarti che la professionalità dello stampista passa solo attraverso la collaborazione massima con il suo cliente.

La famosa partnership, non deve essere innescata solo tra commerciale e ufficio acquisti, ma anche tra i tecnici (compresi quelli in outsourcing) che danno vita al “prodotto” già dalla  progettazione dello stampo.

Per i tuoi prossimi “articoli” mettiti in buone mani e innesca da subito una partnership con noi.

Sono sicuro che troverai un sacco di buoni motivi per approfondirla sempre più e, al tempo stesso, un mare di problemi in MENO in produzione.

Non esitare ancora, mettiti in contatto con noi e chiamami adesso al telefono o, se preferisci, invia una email a info@italiastampi.it.

Se vuoi trovi anche tutti gli altri riferimenti qui!

A presto, ti aspetto!

 

 

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